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L'evoluzione del packaging

da contenitore ad oggetto di design

Il packaging ha subito un’evoluzione significativa nel corso degli anni, trasformandosi da semplice contenitore a uno strumento fondamentale per il marketing, la comunicazione e la sostenibilità. La sua storia è strettamente legata ai cambiamenti della società, delle tecnologie e delle abitudini di consumo, adattandosi a nuove esigenze e sfide globali.

Le prime forme di packaging risalgono a migliaia di anni fa quando l’essere umano utilizzava materiali naturali come foglie, pelle di animali (come le otre, recipiente di pelle di capra conciata e cucita) e argilla per conservare e trasportare cibo e liquidi. Questi materiali rudimentali avevano una funzione puramente pratica: proteggere il contenuto dagli elementi esterni e prolungarne la durata.

Con l’avvento delle civiltà, il packaging si è evoluto per rispondere a nuove esigenze di conservazione e trasporto. Nell’antico Egitto, si utilizzavano anfore per il vino e l’olio, mentre i romani adottarono bottiglie di vetro e casse di legno per facilitare il commercio a lunga distanza.

Con la Rivoluzione Industriale nel XVIII secolo, il packaging iniziò a giocare un ruolo cruciale nell’economia di massa. La produzione su larga scala e l’aumento del commercio richiesero soluzioni di imballaggio più robuste e standardizzate, in grado di proteggere i prodotti durante il trasporto e lo stoccaggio. Fu in questo periodo che materiali come il cartone e la carta iniziavano a diffondersi, grazie alla loro leggerezza, versatilità e facilità di produzione.

Si passò così dal concetto di “contenitore” e di “imballaggio”, quindi di protezione e conservazione, a quello di “packaging”, ad un concetto estetico e comunicativo. Lo “scatolo”, diventa, quindi, parte integrante ed essenziale del prodotto.

Quando negli anni ‘20 del secolo scorso Francesco Lotti aprì il suo laboratorio la produzione di scatole e astucci era prevalentemente manuale. E poiché la tecnologia non aveva ancora raggiunto i livelli odierni, l’artigianato e la manualità la facevano da padrone.  Uno degli articoli molto in voga, in quegli anni, erano i cappelli da donna. Le “modiste”, che erano le artigiane che modellavano i cappelli per le signore, li consegnavano in grandi scatole tonde, definite per l’appunto “cappelliere”. Veniva inserito un nastro nel quale infilavano il braccio per poter portare comodamente lo scatolo senza che questo si ribaltasse rischiando di rovinare la stiratura del cappello.

Francesco Lotti produceva le cappelliere completamente a mano, tagliando i cerchi con una forbice curva, che lo aiutava a seguire la circonferenza disegnata sul cartone che avrebbe fatto da base per il fondo o il coperchio della scatola. La fascia esterna della cappelliera, invece, veniva avvolta a mano partendo da una striscia di cartone le cui estremità venivano fatte combaciare senza accavallarle, per poi avvolgere attorno una striscia di carta incollata con “colla di pesce”, che si usava all’epoca, riscaldata a bagnomaria in pentole di rame, e stesa su un piano in marmo con un pennello. Era importante avere la giusta velocità di esecuzione affinché la tenuta della colla fosse quasi immediata. Era un lavoro meticoloso che richiedeva grande esperienza e competenza.

Nel corso degli anni il packaging non ha smesso di evolversi, rendendo necessarie specifiche competenze e dando vita a nuove professionalità, come quella del Packaging Designer. Oggi il lancio di un nuovo prodotto, o il rilancio di un prodotto già presente sul mercato, non può prescindere dallo sviluppo di un packaging che spesso travalica la vita del prodotto stesso, divenendo esso stesso prodotto. Accade sempre più spesso di trovare “scatole” vuote di profumi o di bottiglie di vino o liquore, a far bella mostra su qualche mensola, anche di locali pubblici, perché esteticamente belle e accattivanti, che mantengono la memoria del prodotto associato. Come dicevamo, lo sviluppo del packaging moderno, richiede competenze che vanno dal design , allo studio dei materiali al marketing per poter creare un pack attraente, intrigante, che oltre ad accompagnare il prodotto a cui è associato, lo valorizzi, lo esalti, e contribuisca ad aumentare l’attesa e il desiderio del consumatore.

Il packaging ha percorso un lungo cammino, trasformandosi da semplice mezzo di conservazione a potente strumento di comunicazione, marketing e sostenibilità. Oggi, le aziende devono affrontare sfide sempre più complesse per offrire soluzioni di imballaggio che siano funzionali, attraenti e rispettose dell’ambiente.

In questo scenario in continua evoluzione, Lotti si pone come un partner affidabile per la creazione di packaging su misura, sostenibili e innovativi, capaci di valorizzare ogni prodotto e rispondere alle esigenze dei consumatori moderni.

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